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programma spazi
istituzionali
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palazzo bonoris (lato destro), via tosio
8 - brescia
le photogravures
di camera work
35 photogravures
originali
da una collezioone
privata
julia margaret cameron, alvin landon coburn,
baron adolf de meyer, frank eugene,
frederik h.evans, hugo henneberg, benedict
f.herzog, hill & adamson,
theodor hofmeister, gertrude käsebir, joseph
t.keeley, heinrich kühn,
constant puyo, guido rey, george seeley, edward
steichen, alfred stieglitz,
paul strand, clarence white
dal 14 giugno all'8 settembre 2002
orario dal martedì alla domenica dalle 15.30
alle 19.30 - lunedì chiuso
inaugurazione venerdì 14 giugno dalle 18
alle 23
chiusura estiva dal 12 al 25 agosto 2002
il progetto espositivo propone circa 35
photogravures originali d'epoca (vintage) dei
grandi maestri
che rappresentano il gotha della storia della
fotografia. alfred stieglitz fonda la rivista
camera work nel 1903.
fino al 1917, data dell'ultima pubblicazione,
usciranno a cadenza intermittente 49 numeri della
rivista,
in edizione limitata. é stata la prima
rivista d'arte a considerare la qualità
estetica punto essenziale.
ancora oggi è un mito insuperato ed è
ritenuta la più bella rivista che sia mai
stata pubblicata.
il ruolo che camera work ha svolto nella cultura
della fotografia è incommensurabile.
non era una semplice rivista, ma un vera opera
d'arte che pubblicava opere d'arte. le immagini
erano
stampate a mano con il processo photogravure su
carta giapponese, incollate a mano sulla
pagina.
su camera work furono pubblicate le più
suggestive fotografie dei grandi autori
internazionali dell'epoca.
le photogravures di camera work, contese nelle
aste, sono considerate rari esemplari per il
collezionismo
colto e sofisticato.
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palazzo bonoris (lato sinistro), via tosio 8 -
brescia
1900-2000 un
secolo in bianco e nero
a cura di ken damy
e lorenzo merlo
ansel adams, manuel alvarez bravo, nobuyoshi
araki, herbert bayer, cecil beaton,
edouard boubat, bill brandt, gyula halasz brassai,
henri cartier bresson,
alfred cheney johnston, jucien clergue, mario cravo
neto, frantisek drtikol,
elliot erwitt, walker evans, mario giacomelli,
ralph gibson, philippe halsmann,
florence henri, horst p.horst, eikoh hosoe, irina
ionesco, seydon keita, andré kertesz,
william klein, herbert list, robert mapplethorpe,
helmut newton, irving penn,
albert renger-patzsch, jean loup sieff, aaron
siskind, jock sturges,
josef sudek, arthur tress,shoji ueda, federico
vender, ed van der elsken
dal 14 giugno all'8 settembre 2002
orario dal martedì alla domenica dalle 15.30
alle 19.30 - lunedì chiuso
inaugurazione venerdì 14 giugno dalle 18
alle 23
chiusura estiva dal 12 al 25 agosto 2002
una mostra di grande respiro dedicata a quei
fotografi che nel corso del secolo più
importante per la
storia dell'uomo, hanno posto la loro attenzione e
la loro firma, ormai celebre, alla "visione":
quel particolare modo di indagare la complessa
realtà.
visionari, potremmo definirli; perché pur
partendo da dati reali (ma per la fotografia
è una necessità
oggettiva) hanno saputo esprimere in immagini
autonome la "loro" idea del mondo.
il dibattito tra oggettività e
soggettività in fotografia si è
finalmente (quasi) concluso, nel senso
che oggi è chiaro ai più che non si
può attribuire ancora al mezzo fotografico
"l'obbligo" della verità.
questa mostra in anteprima vedrà la sua
compiutezza tra due anni, con l'aiuto di altri
autori importanti
per la storia della fotografia e di uno spazio
maggiore ma nelle intenzioni è già
tutta "disegnata".
tutte le immagini scelte per la mostra sono
capolavori che vogliono rimarcare il concetto di
"visioni".
le "visioni" degli sciamani che nella nebbia delle
spirali di fumo, nelle alterazioni sensoriali
indotte o
provocate "vedono" per tutti gli altri e
raccontano.
(ken damy)
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nobuyoshi araki
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shoji ueda
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ralph gibson
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seydon keita
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herbert bayer
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arthur tress
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mario cravo neto
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lucien clergue
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andré kertesz
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bill brandt
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walker evans
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irving penn
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palazzo loggia salone vanvitelliano, piazza
della loggia - brescia
brescia-gerusalemme immagini
dell'800
selezione di
albumine originali d'epoca con elaborazioni
digitali in grande formato
a cura di ken damy
dal 15 giugno all'8 settembre 2002
orario tutti i giorni dalle 10 alle 19 - sabato
dalle 9 alle12.30 - domenica chiuso
inaugurazione sabato 15 giugno alle ore 11 alla
presenza delle autorità
accanto ad una stringata selezione di albumine
originali d'epoca vengono esposte in diptico
alcune
elaborazioni digitali in grande formato in un
ideale gemellaggio tra la città di brescia e
la città
di gerusalemme. l'idea di ken damy vuol riproporre,
con un gesto poetico scevro da qualsiasi
indicazione critica alla contemporaneità, un
"come eravamo" per far riflettere sul "come
siamo".
le immagini originali fanno parte di una collezione
privata di ampio respiro.
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felix bonfils
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felix bonfils
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felix bonfils
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museo ken damy, corsetto sant'agata 22 -
brescia
contempor'art
a cura di ken damy
e piero cavellini
aziz+cucher, vanessa beecroft, evergon,
fasoli m&m, franco fontana,
robert gligorov, nan goldin, david lachapelle, arno
rafael minkkinen, zwelethu
mthethwa, rafael navarro, shirin neshat, luis
gonzalez palma, andres serrano,
giovanni sesia, cindy sherman, sandy skoglund,
joyce tenneson, hung tung-lu
dal 14 giugno all'8 settembre 2002
orario dal martedì alla domenica dalle 15.30
alle 19.30 - lunedì chiuso
inaugurazione venerdì 14 giugno dalle 18
alle 23
chiusura estiva dal 12 al 25 agosto 2002
...negli anni novanta...la cantilenante e smorfiosa
relazione tra arte e fotografia riprende sostanza
come
nel talamo di una vecchia coppia dove, dopo
tradimenti, abiure ed ostentati stati
d'indifferenza, rinfocola
la passione...abbiamo abbattuto un muro...l'arte
oggi ha nostalgia e la fotografia passione,
diversamente
da come era incerta in gioventù, quando
voleva fare da sola, conquistarsi uno spazio
autonomo, mentre
solo ora, attraverso i propri figli digitali,
intravede una prossima supremazia...per tornare
alla coppia,
vizio letterario: il matrimonio, nonostante tutte
le dolorose vicende che ne sono seguite, si vede
che ha fatto
bene alla fotografia...che vittoria ora, lo sapeva
che sarebbe bastato aspettare, che prima o poi
avrebbe
avuto la sua rivincita.
(piero cavellini )
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david lachapelle
j
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vanessa beecroft
jj
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zwelethu mthethwa
j
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andres serrano
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sandy skoglund
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nan goldin
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shirin neshat
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fasoli m&m
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cindy sherman
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aziz+cucher
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arno rafael minkkinen
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luis gonzales palma
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laba, libera accademia di belle arti, via don
vender 66 - brescia
oxymora
a cura di mauro
corradini
ken damy, roberto dotti, jerry magro, bruno
sorlini
dal 14 giugno all'8 settembre 2002
orario dal lunedì al venerdì dalle 9
alle 19.30 - sabato dalle9.30 alle 12.30
sabato pomeriggio e domenica chiuso
inaugurazione venerdi 14 giugno dalle 18 alle
23
chiusura estiva dal 12 al 18 agosto 2002
senza darsi un programma, un progetto un fine
comune, quattro fotografi attivi a brescia si
sono
trovati a sviluppare pensieri in parallelo,
partendo da logiche culturali, ricerche
poetiche
e situazioni ambientali del tutto diverse...
ken damy accosta nella medeisma immagine le foto
segnaletiche con particolari di un tempio
di angkor: un reportage dalla cambogia che pone a
contrasto un temio tanto celebre quanto
in degrado e alcuni volti. potremmo fors'anche
collocare altrove gli eventi, mutare i templi
e le fisionomie dei volti; diverrebbe una
riflessione sulla storia.
roberto dotti, con le sue inquietudini, la sua
voglia di libertà dai vincoli, la sua lingua
colta,
sottolinea una diversa condizione esistenziale di
uomini e donne, la quotidianità
dell'amore...
jerry magro utilizza un nudo ricoperto con un solo
"abito", un lungo velo, che copre e svela:
del resto è proprio del disvelamento il
celare, dello scoprire il nascondere, in un gioco
di contrasti
ri-velati che sostiene quest'intera operazione.
bruno sorlini rilegge la televisione: oggetto
primario d'arredo e di compagnia con la sua luce
diafana
ha invaso il nostro vivere nella casa...
(mauro corradini)
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archivio cavellini, via pietro marone 37/a -
brescia
v.n.
parekh
un indiano a
mombasa
a cura di piero cavellini e
sarenco
camera con
vista
a cura di piero cavellini e
sarenco
maurizio brenzoni, mara paoletti, umberto
polazzo
dal 14 giugno al 15 luglio 2002
orario dal martedì al sabato dalle 15.30
alle 19.30 - domenica e lunedì chiuso
inaugurazione venerdi 14 giugno dalle 18 alle
23
...vivendo giorno per giorno si acquisiscono
impressioni e ricordi sia positivi che
negativi,
questi ricordi svaniscono dalla nostra mente in
quanto altre esperienze attirano la nostra
attenzione.
la fotografia ha fornito opportunità di
preservare questi ricordi felici di avvenimenti e
di persone ...
ecco cosa penso di "simple snap": un legame con il
passato piacevole.
(v.n.parekh)

v.n.parekh
...la camera è un luogo dove avvengono i
giochi dell'immaginario e dell'erotico, della
solitudine
e della trasgressività...da qui si controlla
il mondo senza essere visti ...e quando la
camera
è con vista, interviene la prolunga
dell'occhio del fotografo...
maurizio brenzoni appartiene alla
generazione dei fotografi "storici" di
verona...nella foto b/n inquadra
con una cornice vuota un elemento codificato della
verona cercata dai turisti: un gesto di affetto
e dissacrazione allo stesso tempo. nella foto a
colori ci avverte che l'effimero è
trash...
mara paoletti parte dall'interno della
camera per cercare un mondo esterno... la luce del
mondo viene
da fuori, incerta e biancastra, la luce vera
è dentro, artificiale ma rassicurante. nella
foto a colori opera
sublimi inganni...attuando un taglio fotografico
inaspettato...
umberto palazzo ...propone immagini ben
curate, a lungo studiate. sceglie la sua vittima e
la segue
per un tempo infinito...lascia che la sua preda si
carichi di senso autonomamente, senza la sua
minima
collaborazione, fino a quando ordina alla sua mano
di attuare lo scatto.
(sarenco)
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mara paoletti
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umberto polazzo
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maurizio brenzoni
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