véronique boissacq
wild play

















prima mostra in italia della giovane autrice belga composta da venti stampe b/n al selenio. veronique boissacq nasce nel 1965 a bruxelles e scopre il suo mezzo di comunicazione ed espressione all'età di 12 anni, ripromettendosi di diventare fotografa. fedele alla sua promessa a 19 anni finanzia da sola i suoi studi di fotografia frequentando dei corsi serali per tre anni. i suoi primi lavori sono dei grandi affreschi a tema erotico a colori, che riflettono un mondo interiore tormentato nel quale l'autrice cerca di situare la donna fuori dal concetto di oggetto bramato. nel 1994 il suo lavoro si evolve e l'autrice passa alla fotografia in b/n adottando il viraggio come sistema conservativo. in seguito inizierà a cercare se stessa attraverso un'analisi terapeutica, esperienza che segna l'inizio di una lunga serie di ritratti di cui denis leclercq sciverà: " il primo contatto con i suoi modelli è già legato alla trasparenza. il dolore di esistere è "scritto" sui visi e sui corpi. attraverso scambi e incontri, il suo studio diviene l'ultima sala in cui si indaga la causa psicologica ed il suo richiamo ad aprirsi è tale che la messa a nudo avviene. il suo spiccato senso plastico riveste le sue visioni come uno scrigno, senza mai distogliere l'interlocutore dai suoi propositi. nel 1999, in uno stato d'animo più sereno, l'artista rivolge il suo interesse alla natura e realizza "wild play", un invito a raccogliersi davanti a questi grandi misteri di bellezza che le sembrano infinitamente più dolci della patetica condizione umana e di cui lei stessa dice: " wild play... o gioco selvaggio, la scena del mondo da cui noi siamo assenti... con diritto di sguardo!"


le fotografie esposte sono in vendita


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