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guglielmo achille
cavellini
ottavo
anniversario
quei meravigliosi anni cinquanta
vintage dall'archivio cavellini

inaugurazione della mostra di vedova e santomaso nella casa
di cavellini nel 1946.
da sinistra: ragni, valsecchi, vedova, gac, marchiori e
santomaso.
spremere il succo da un archivio, ossia le immagini, con
tutto il sedimento storico che si portano addosso, sdrucite
ed ingiallite così come sono, è già di
per sé entrare nello stato della memoria dalla via
più breve ed epidermica, quella dei volti, dei
personaggi e dei luoghi nella vera sostanza degli anni che
rappresentano. i vestiti per esempio, li si potrebbe
codificare attraverso l'indice, lo status; le automobili
poi, con le loro datate cromature, rivelano lo scorrere del
tempo come un paragrafo del mutamento, la moda. Se poi si
tratta di personaggi divenuti famosi, e luoghi dove sono
avvenuti incontri importanti, storici si direbbe, ne salta
fuori non solo lo spaccato di un'epoca ma un vero racconto
epico di cui le immagini non sono più solo un
documento ma le tessere di un intarsio che riproduce la
storia di una generazione, nel nostro specifico quella della
giovane pittura europea degli anni cinquanta vista con tutte
le malizie ed i vezzi della sua autopresentazione. il
"gruppo degli otto" soprattutto, che si presentò
quasi al completo (mancava solo turcato) all'inaugurazione
della casa-galleria di cavellini nel '52, come si corre a
far festa presso l'artefice più concreto della
solidità della loro unione, colui che ha riunito
fisicamente i loro quadri più belli, perché
non c'era allora altro modo per costruire una vetrina se non
usare dell'avventurosa preveggenza di chi in fin dei conti
era come uno di loro, un pittore in toto. si parte con
immagini del 1946, che documentano un avvenimento proiettato
nei cinquanta come un vero e proprio antefatto: vedova e
santomaso espongono per la prima volta, ed insieme, nella
casa di cavellini, il primo evento solidale. le immagini
sono poche e sbiadite, non c'è il dispiegamento di
mezzi ed il reportage professionale di giancolombo messi in
campo nella inaugurazione del '52. con gli "otto" c'è
la presenza costante di marchiori che ne fu il critico
unificatore, e la cerimoniosa pantomima di un mondo a
coté sia provinciale che di settore con l'intrusione
di un elemento esotico proveniente dallo spettacolo, le
gioiose e grassocce peter's sisters. la vetrina si apre poi
con lo spiare sommesso negli studi degli artisti, colti in
laboriosa attitudine, avvolti nel chiaroscuro di un'immagine
discreta ed esaltante assieme. quindi la passerella di
visite importanti. la collezione è cresciuta e
conosciuta oramai in tutta europa così che il carnet
della ricognizione doverosa s'ingrossa, vedete i poeti
soprattutto ed i direttori dei musei di tutta europa, infine
i pittori in visita riconoscente. cavellini ha anche nel
frattempo scritto un libro, "arte astratta", e non si va via
a mani vuote. concludiamo con una piccola apoteosi:
l'inaugurazione della mostra "pittori moderni dalla
collezione cavellini", alla galleria nazionale d'arte
moderna di roma, a valle giulia, nel 1957, con la bella
bucarelli a fare da chaperon in un pullulare di onorevoli,
ministri e sottosegretari. i giochi sono fatti, cavellini
può tranquillamente tornare a fare l'artista.
piero cavellini
come tutti gli anni, il museo ken damy, ad inizio stagione
commemora l'artista guglielmo achille cavellini con una
mostra omaggio. quest'anno la scelta è caduta
sull'album di fotografie che vedono cavellini, in alcuni
casi, autore delle immagini ed in altre protagonista assieme
a famosi artisti e personaggi della cultura di quegli anni.
vengono esposte oltre 100 immagini rigorosamente vintage.
una mostra di sicuro interesse storico.
(ken damy)
per informazioni
info@museokendamy.com
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