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adriano eccel torna a
brescia con una nuova mostra dal titolo
history of
photography - codice duval, 20 collages originali 50x70 cm.
il continuo e costante interesse di questo autore
per il rapporto tra fotografia e mondo interiore,
esperenziale e fantastico, mantiene inalterato nel
tempo non solo l'inventiva freschezza ma anche la
sorprendente abilità a riformulare il
proprio statuto estetico con nuovi contributi.
risulta evidente che le sue esperienze più
varie e diverse, dalla musica alla pittura e
grafica, confluiscono negli ultimi lavori con il
senso più attuale di una conversazione
misurata e non esaurita, il tutto impaginato e
compenetrato in un ordine necessario a far si che
la condensazione dello spazio e del tempo non
scalfisca la leggerezza di un impianto strutturale,
che fluisce dalla "immagine trovata" nella
narrazione onirica...nel codice duval, eccel inventa l'alter-ego duval,
un anziano fotografo di origine francese che lavora
come archivista da molti anni per un museo
americano. nel tempo libero duval si diverte a
stampare, usando un vecchio supporto fotografico, i
negativi che riproducono le opere del museo. la
logica del suo procedere è sconosciuta, le
immagini appartengono ai generi e ai periodi
più diversi, ma raccontano "storie visive"
in cui l'anziano fotografo condensa la propria
visione fantastica ed ironica della
vita...all'interno di ogni lavoro gli elementi si
dispongono in un'armonia spaziale che ricerca
l'armonia di narrazione, una narrazione molto
fitta, basata sulla forza dell'immaginazione e su
quei frammenti di memoria che astratti dal loro
antico contesto si porgono spaesati e stranianti
come le immagini dense della poesia, nel contempo
fragili e pregnanti...il discorso dell'inconscio
non ha le regole del pensiero vigile, in esso tutto
è uguale a tutto ogni particolare contiene
tutta una storia...non ultimo l'uso del bianco come
intimo della persona, ma non solo, perché
nell'intimo c'è anche il buio: il bianco nei
lavori fotografici di duval-eccel si riferisce alla
luce che esce dall'oscurità, che deriva
dall'accettazione delle ombre del proprio Io e che
dà vita ad un altro tipo di conoscenza. nel
codice
duval molti
potranno rintracciare quel codice poetico che
trasforma il dato figurativo in linguaggio
universale.
(tilly meazzi)
le fotografie esposte sono in
vendita
per informazioni
info@museokendamy.com
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