adriano eccel
history of photography - codice duval




joles marey circus


carol duval l'archivista


l'alfabeto di marey


sei ottavi dallo spazio


polaroid per eva


polaroid per adamo



adriano eccel torna a brescia con una nuova mostra dal titolo history of photography - codice duval, 20 collages originali 50x70 cm. il continuo e costante interesse di questo autore per il rapporto tra fotografia e mondo interiore, esperenziale e fantastico, mantiene inalterato nel tempo non solo l'inventiva freschezza ma anche la sorprendente abilità a riformulare il proprio statuto estetico con nuovi contributi. risulta evidente che le sue esperienze più varie e diverse, dalla musica alla pittura e grafica, confluiscono negli ultimi lavori con il senso più attuale di una conversazione misurata e non esaurita, il tutto impaginato e compenetrato in un ordine necessario a far si che la condensazione dello spazio e del tempo non scalfisca la leggerezza di un impianto strutturale, che fluisce dalla "immagine trovata" nella narrazione onirica...nel codice duval, eccel inventa l'alter-ego duval, un anziano fotografo di origine francese che lavora come archivista da molti anni per un museo americano. nel tempo libero duval si diverte a stampare, usando un vecchio supporto fotografico, i negativi che riproducono le opere del museo. la logica del suo procedere è sconosciuta, le immagini appartengono ai generi e ai periodi più diversi, ma raccontano "storie visive" in cui l'anziano fotografo condensa la propria visione fantastica ed ironica della vita...all'interno di ogni lavoro gli elementi si dispongono in un'armonia spaziale che ricerca l'armonia di narrazione, una narrazione molto fitta, basata sulla forza dell'immaginazione e su quei frammenti di memoria che astratti dal loro antico contesto si porgono spaesati e stranianti come le immagini dense della poesia, nel contempo fragili e pregnanti...il discorso dell'inconscio non ha le regole del pensiero vigile, in esso tutto è uguale a tutto ogni particolare contiene tutta una storia...non ultimo l'uso del bianco come intimo della persona, ma non solo, perché nell'intimo c'è anche il buio: il bianco nei lavori fotografici di duval-eccel si riferisce alla luce che esce dall'oscurità, che deriva dall'accettazione delle ombre del proprio Io e che dà vita ad un altro tipo di conoscenza. nel codice duval molti potranno rintracciare quel codice poetico che trasforma il dato figurativo in linguaggio universale.
(tilly meazzi)


le fotografie esposte sono in vendita


per informazioni info@museokendamy.com


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