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le fotografie presenti in mostra sono il frutto
dell'ampio lavoro realizzato nel corso dell'ultimo
decennio in diversi soggiorni statunitensi. nelle
sessanta immagini in esposizione, molte delle quali
inedite, la ricerca sul colore e sulla luce, note
caratteristiche dell'estetica di fontana, si
accompagna ad una visione diretta e priva di
retorica sui personaggi e sulle architetture
tipiche degli stati uniti. in queste fotografie
fontana dialoga alla pari con i grandi interpreti
della cultura e della vita americane sia del
passato che del presente, confermandosi ancora una
volta come uno dei protagonisti principali della
scena fotografica internazionale. nato a modena nel
1933, fontana si è affermato negli anni
settanta come uno dei grandi coloristi
internazionali, attaverso la celebre serie dedicata
al paesaggio, dove le forme della natura si
trasformano in pure composizioni di cromie dal
forte impatto visivo ed emotivo. la sua ricerca
è poi proseguita attraverso i cicli dedicati
alle "ombre", dove la figura si smaterializza, e in
quelli di segno opposto dedicati ai "nudi", dove
viene evidenziata la sensualità del corpo
femminile, senza comunque mai abbandonare un
rigoroso controllo dell'impianto compositivo. ...il
rapporto tra franco fontana e gli stati uniti dura
ormai da oltre un ventennio... alieno da una
concezione eroica del paesaggio, fontana ha cercato
- e trovato- una sua america tra le cromie e le
forme di un'architettura molto più varia di
quanto non si sia abituati a considerare,
trasformando la sovrapposizione anche caotica degli
stili e degli edifici in un'ordinata struttura
compositiva, fatta innanzitutto di rapporti tra i
vari pesi cromatici. nel ciclo di fotografie
recenti presentate in questa mostra, ben poco
rimane di quella visione, anche se simili sono i
luoghi, e analoga la concentrazione sui temi
primari della luce e del colore. in effetti,
confrontando le due serie, sembra di assistere ad
uno spostamento dello sguardo di fontana, ad un
abbassamento dell'orizzonte visivo: là dove
prima erano forme che si stagliavano contro il
cielo o saturavano la superficie creando geometrie
al limite dell'astrazione, ora appaiono frammenti
d'una realtà abitata, strade percorse da
figure più o meno casuali, flussi di vita
quotidiana cui l'architettura fa da sfondo, o da
scenografica quinta...
(walter guadagnini)
in collaborazione con il comune di modena
assessorato alla cultura
galleria civica
catalogo federico motta editore
per informazioni
info@museokendamy.com
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