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ho conosciuto ed apprezzato il lavoro di
gabriele jardini durante la mostra organizzata da
piero cavellini dedicata alla contaminazione tra
pittura e fotografia. gabriele jardini non è
un fotografo, ma un artista che lavora nella natura
modificandola con interventi di alterazione
estetica nel pieno rispetto di essa. potrei
definirlo un ecologista artistico, il suo è
un lavoro di recupero di materiali prodotti dalla
natura, aghi, spine, foglie riutilizzati come un
vestito nuovo, fantasioso, fantastico e irreale. in
questa nuova mostra dedicata agli alberi,
l'intervento di gabriele è ancora più
sofisticato, più sottilmente allusivo: sono
i suoi alberi, inventati e con una fantasia che non
conosce limiti. le opere reali di jardini
realizzati in loco sono deperibili in breve tempo e
a lui non rimane che documentare il lavoro con la
fotografia ed è questa fotografia che rimane
a noi, opera vera in quanto eterna. non un lavoro
di reportage come ci avevano abituato i landartisti
ma una vera fotografia costruita, messa in scena in
lunghissime ore di lavoro racchiuse in uno scatto.
i lavori esposti sono cibachrome 70x100.
( ken damy )
le fotografie esposte sono in
vendita
per informazioni
info@museokendamy.com
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