ken damy
women - messa a nudo 1992/2002




serie serena


serie marta


serie rosae in poprad



ci si sorprende che ancora oggi nelle accademie di belle arti si svolgano le lezioni di disegno di nudo dal vero. si direbbe una consuetudine parruccona e stantia che la scuola italiana, così refrattaria all'adeguarsi con la società in evoluzione, voglia mantenere, al di la del ridicolo. dopo le esperienze delle correnti rivoluzionarie del primo novecento, dopo la negazione figurativa con la pittura spaziale e lucio fontana, l'action painting e basquiat è da credere che dei giovani aspiranti artisti vogliano rappresentare il corpo come i loro antenati?
il corpo è il terreno dell'abilità manuale e visiva. racchiude tutte le forme geometriche e nel complesso delle relazioni armoniche. si potrebbe anche credere che usando un altro mezzo espressivo, la macchina fotografica addirittura meccanico, il corpo non presenti alcun problema di raffigurazione e, invece, come si deve essere abili con la mano altrettanto impegna il fotografo.
forse ancor più, se con il disegno, la pittura e la scultura la creatività dell'artista può violare le regole dell'estetica comune, creando immagini di forte impatto - e la storia dell'arte moderna e contemporanea è talmente ricca di 'violenze' da poter scrivere un'intera enciclopedia - alla fotografia è negata tale libertà.
un corpo distorto &endash; soltanto kertész ha osato tanto e ha avuto i suoi problemi per essere accettato &endash; diviene laido. l'in-naturalezza in fotografia disturba e offende.
al fotografo è richiesta la perfezione, l'esaltazione della bellezza e non è impresa semplice riuscire a realizzare nudi che non riecheggino in modo fastidioso l'iconografia della tradizione. non facile riuscire a 'dire' qualcosa di nuovo e di diverso senza scivolare nelle ripetizioni, idealizzate o volgari, nel classicismo fuori moda o nella provocazione. 'messa a nudo' è un lavoro complesso che ken damy ha realizzato &endash; in dieci anni - seguendo opposte regole.

'serena' richiama alla memoria i pre-raffaeliti, le simbologie e la serena (oops! volontaria adesione d'immagine e personaggio) pittura francese dell'800, prima che la fotografia e di conseguenza l'impressionismo, rivoluzionassero il concetto di realtà rappresentata. é anche una vestale, serena, una figura raccolta e perduta nella riflessione. immagine di una donna che esiste nel nostro tempo, soffocata dalla superficiale appariscenza.
sul fondo neutro, recita 'marta' la sua performance davanti all'obiettivo. la texture del fondo mette in risalto la forma del corpo, il colore della pelle, le ombre che disegnano muscoli e linee. é la donna contemporanea, flessibile e forte, giovane dal volto classico, riporta l'indice dell'attenzione su un modello di femminilità che si è rinnovato nel tempo, pur rimanendo fedele a se stesso.
a poprad, in slovacchia, ken damy si è abbandonato alla linea sperimentale: il gesto, la ripetizione sono il recupero, in chiave attuale, dello studio sul movimento di eadweard muybridge. e l'altra sequenza, 'rosae in poprad', è squisitamente concettuale, con quel tanto di mistero della rivelazione che ingaggia l'osservatore in un serio gioco di dialettica visuale.

il grande formato, quasi in dimensione naturale, di tutte le immagini annulla la distanza fra opera e osservatore che si ritrova coinvolto in una sorta di rappresentazione 'dal vero'.
( giuliana scimé )


le fotografie esposte sono in vendita


per informazioni info@museokendamy.com


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