Presentazione Mostre Calendario
Mostre
Santa Giulia
• Luis Gonzàles Palma
• Camera Work
• Lucien Hervé
Palazzo Bonoris
• Contempor'art
Sala Ss. Filippo e Giacomo
• Privato Veneziano
Palazzo Loggia
• Brescia-Cairo
Università Cattolica
• Ugo Mulas
LABA
• Jean Janssis
Museo Ken Damy
• Duane Michals
Atelier degli Artisti
• Rafael Navarro
Galleria Ucai
• Giovanni Sesia
Galleria dell'incisione
• Elliott Erwitt
Massimo Minini
• Elisabetta Catalano
Immagina di stile
• Joe Oppedisano
Fabio Paris
Art Gallery
• Bruno Muzzolini
Desart
• Michelangelo Consani
Ass. Culturale
La Parada
• Eikoh Hosoe
Chiostro di
S. Francesco
• Homo viator
L'olmocolmo
• Marco Utili
Effe Architettura d'interni
• Jerry Magro
Matrix
• Joyce Tenneson
Nap
• Prabuddha das Gupta
B.ART
• Walter Pescara
Kokeb – La Vineria
• Ousmane Ndiaye Dago
Just do it
• Dalla Bernardina - Gatti
Photogroup
• Maurizio Stacchi
Mentelocale
• Mauro Maffina
Centro Culturale l'Arsenale
• Jeff Dunas
Ufficio Turistico d'Iseo
• Lucien Clergue
Centro Arte Lupier
• Jan Saudek
Torretta Civica
di Sarnico
• Il vento dell'est

 


Biennale Internazionale di Fotografia di Brescia 2004


Effe Architettura d'interni
C.so Matteotti 44 Brescia

Jerry Magro
Sotto 'l velame de li versi strani
testo in catalogo di Piero Cavellini

Fin dalla nascita del poema visuale situabile nel “Coup de des” di Mallarmé e nei versi analogici di “La pluit” di Apollinaire, parole ed immagini si sono rincorse non solo per riunire significante e significato ma in un vero e proprio “Ballet mecanique” dove ad automatismo e causalità si sono succeduti l’opera persuasiva della parola ed il vibrante simbolismo dell’immagine.
E’ nel Lettrismo che tutto ciò si fonda col reale e prende a rivisitare i testi come se fossero figure.
Nascono Poesia Visuale e Narrative Art come in un flusso che, attraverso Duane Michals, conduce fino a noi dove, forse, si sente ancora prepotente il desiderio di parole che facciano scaturire immagini, opere fatte di queste che evochino quelle.
Jerry Magro si pone dunque al culmine di questo processo. Bella responsabilità la sua, visto anche che, per rinnovare questo connubio si serve del “Divin poeta” che di parole, come ben sappiamo, era sapiente costruttore.
Non solo di parole ma di flussi di magiche ed alchemiche visioni, regolati da una geometria che tende alla perfezione celeste.
E Magro accetta il compito perché usa riferimenti dalla criptica musicalità e dispone le immagini con alternanza cabalistica, tipica del Nostro.
Infine il regesto che consta di una prefazione e di una introduzione.
La prefazione è dell’autore ed evince la struttura funzionale e quella semantica.
L’una ci da conto del mezzo e delle sue caratteristiche formali (racconti fotografici deformati sospesi tra due istantanee). Sono in realtà riprese effettuate applicando una struttura che contiene un foro stenopeico ad un normale corpo fotografico.
L’altra mette a nudo il linguaggio ed il suo controverso legame col testo (collegamenti arbitrari e contingenti). Ciò mette Magro più nel contesto surrealista che narrativo dell’uso dell’immagine.
L’introduzione è formata da tre citazioni volutamente estrapolate dai loro specifici contesti così da apparire come icone fluttuanti anch’esse.
La prima è da Ando Gilardi e sottolinea un po’ arrogantemente la metrica poetica come esclusivo contenuto.
La seconda è da John Cage e mette in luce, se ancora ce ne fosse bisogno, la geniale ed onnivora appropriazione delle sue fluenti rappresantazioni vitali.
La terza da André Breton è tipica della straripazione nell’applicazione surrealista che usa nei suoi manifesti.
Magro ci fornisce dunque tutti gli strumenti atti all’interpretazione: la poesia rimata è un ipertesto; Dante un magazzino di parole; le immagini nascono dall’inconscio.
Ed ora le stampe conclusive, quelle che contano poi al di là di tutte le belle parole, quelle che voi vedete o vedrete, la conclusione effettiva del suo e nostro percorso, dove si evoca ogni questione che riguarda il rapporto col testo e si aggiunge in più una perfida sciabolata di colore. Perfida perché la pittura è sempre così, basta citarla appena che straborda agli occhi senza ritegno e aggiunge malinconia a passione.
Ma Magro si contiene, si vede che non è pittore, la porge come appendice al testo, come parola dipinta, accento della poesia.

P.C. aprile 2004

dal 10 giugno al 5 settembre 2004
orario dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19
domenica e lunedì chiuso
inaugurazione giovedì 10 giugno alle ore 19.
chiusura estiva dall'8 al 31 agosto

torna su

 

 
   
Jerry Magro: #20   Jerry Magro: #33
 
   
 
Jerry Magro: #35


 
Biennale Internazionale di Fotografia di Brescia 2004
Telefono preferenziale 0303774829 dalle ore 15:30 alle 19:30 - lunedì chiuso
25122 Brescia, corsetto sant'agata 22 loggia delle mercanzie
tel. 0303750295 fax 03045259 e-mail: info@museokendamy.com - http://www.museokendamy.com