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Biennale Internazionale di Fotografia di Brescia 2004


Museo Ken Damy
Corsetto Sant’Agata 22 - Brescia
Duane Michals
On contemporary Art, 2001
The House I once called Home, 2002
a cura di Ken Damy ed Enrica Viganò
Courtesy Admira - Milano e Pace/MacGill Gallery New York

Nella storia della fotografia contemporanea ci sono pochissimi autori che con la loro opera hanno segnato un punto di svolta nell’evoluzione del linguaggio fotografico. Uno di questi, senza dubbio, è Duane Michals. “Quando guardate le mie fotografie state guardando i miei pensieri”, questa frase contiene la chiave di lettura dell’intera opera di Duane Michals: un’opera che coincide con la sua filosofia di vita. Quarant’anni fa, al tempo del suo esordio, questa frase era già alla base di immagini destinate a scardinare gli assiomi del linguaggio fotografico, rivoluzionandone forma e contenuto.
Artista al confine tra fotografia, pittura e poesia, Michals è uno dei nomi più prestigiosi dell’avanguardia americana. Alla fine degli anni Sessanta introduce in fotografia un linguaggio nuovo, non più attento a documentare il fatto compiuto, ma preoccupato degli aspetti metafisici della vita, che non sono direttamente fotografabili, e possono soltanto essere suggeriti. L’arte fotografica di Michals si pone in antitesi a quella di altri grandi maestri contemporanei, la quale, ferma al “realismo del momento decisivo”, intende dare l’immagine perfetta degli avvenimenti che si producono nella realtà quotidiana, spiegarne il meccanismo, documentarne gli aspetti. Per Michals la situazione umana è una continua trasformazione, in cui il presente è già passato e tutto non è che ricordo, sogno o illusione. Con le sue immagini egli ferma le illusioni, i turbamenti, le ossessioni e i fantasmi dell’intelletto e della vita, cercando di analizzarli e di renderli meno inquietanti.
I lavori in mostra alla Biennale Internazionale di Fotografia di Brescia sono una selezione rappresentativa degli ultimi due lavori del grande maestro.
“On Contemporary Art” costituisce una netta presa di posizione sull’arte contemporanea o meglio sui vizi e le furbizie del suo mercato. Michals, con l’ironia che fa oramai parte del suo DNA, denuncia l’artificiosità delle opere che dominano la scena dell’arte fotografica, ricordando: “Non cercare di essere un’artista. Semplicemente fai il tuo lavoro e se il tuo lavoro è vero diventerà arte”. Pensiero evidentemente in contrasto con l’orientamento delle scuole, dove l’opera d’arte viene chiamata “il prodotto”. Tra gli artisti presi di mira ci sono Cindy Sherman, Nan Goldin, Gursky, Andres Serrano, Vanessa Beecroft. L’autore rivisita le loro opere con una parodia delle immagini e una satira sui testi in cui la critica ufficiale declama con linguaggio criptico l’apoteosi della loro creatività.
Invece nella serie “The House I Once Called Calendario” (la casa che una volta chiamavo dimora) Michals si lascia trasportare dai ricordi per restituirci un lavoro introspettivo e universale al tempo stesso. Il sottotitolo recita “una memoria fotografica con versi” e chiamandosi con il soprannome che aveva da bambino scrive “Sonny ritorna nella casa dei fantasmi, dove era nato settanta anni prima”. Con la profondità che distingue ogni suo lavoro Michals, ancora una volta, ci accompagna in tutta semplicità tra le pieghe del suo e del nostro passato, in cui la fragilità dell’essere umano viene riletta con accettazione e indulgenza, ma anche senza negare dure verità. Nel 2002 la casa della sua infanzia è ormai ridotta a una rovina, le sequenze con i testi, sovrappongono immagini scattate ora a fotografie di famiglia ingiallite dal tempo, memorie e racconti si rincorrono come per esorcizzare i fantasmi che è andato a risvegliare. Per arrivare comunque alla conclusione che “le nostre piccole vite sono così: perfette nelle loro pene e nelle loro gioie”.
Enrica Viganò

dal 10 giugno al 5 settembre 2004
orario dal martedì alla domenica dalle 15.30 alle 19.30
lunedì chiuso

inaugurazione giovedì 10 giugno alle ore 17
chiusura estiva dal 8 al 23 agosto

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  On contemporary Art  
   
 
       
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  The House I once called Home, 2002  
   
 
   
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Room 3

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Biennale Internazionale di Fotografia di Brescia 2004
Telefono preferenziale 0303774829 dalle ore 15:30 alle 19:30 - lunedì chiuso
25122 Brescia, corsetto sant'agata 22 loggia delle mercanzie
tel. 0303750295 fax 03045259 e-mail: info@museokendamy.com - http://www.museokendamy.com