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Biennale Internazionale
di Fotografia di Brescia 2004
Atelier
degli artisti
Via delle Battaglie 36b Brescia
Rafael Navarro
Dipticos
15 diptici b/n in grande formato
a cura di Ken Damy
Concepire un'immagine è elementare, vitale, per una specie che sopravvive
attraverso i suoi sogni. Materializzare un'immagine, offrirla alla vasta interpretazione
dei sensi, ci permette di rimarcare la differenza tra la capacità onirica
comune e la creatività. Nei luoghi oscuri della notte tutti noi abbiamo
composto un preludio che quasi nessuno ha saputo trascrivere.
La fotografia, che racchiude gli ultimi anni del secondo millennio, potrebbe
sembrare predestinata a ridurre questa distanza, dato che la sua arte genera
immagini, senza che il più delle volte risulti necessario conoscere le
leggi che governano la sua pratica.
Ansel Adams affermò che solo chi si ritrova nella copia tutto ciò che
ha visto (previsto) prima di indagare i misteri di otturatore e diaframma, è un
vero fotografo. Questa sintetica definizione, dalla quale molti di noi sono esclusi,
mantiene intatto lo spazio che si trova a metà tra il personaggio mitologico
Achille e la tartaruga.
L'opera che ci accomuna è una parte di tutto ciò che per otto anni
ha occupato la vita del suo autore e numerose pagine di manuali e testi critici.
In quelle pagine si parla di dualità, dei mondi che si affermano o si
negano, che si avvicinano o che si allontanano dalle due stampe originali realizzate
nel formato 13x18 cm, che costituiscono un lavoro di 69 immagini.
In quelle pagine inoltre si analizza l'aspetto poetico, elementi di psicanalisi,
ciò che si ama e ciò che si teme, le relazioni, le molteplici relazioni
che hanno ispirato l' autore e forse anche alcuni suggerimenti e regole per la
comprensione della sua opera. In questa serie di opinioni indovinate rientra
la mia.
Il discorso appartiene solo a colui che è in grado di comporlo, di conseguenza
suo è il privilegio di stabilire le proporzioni e di modulare gli accenti.
Per questo motivo 15 pezzi dei suoi Diptici sono stati stampati in un formato
più grande e hanno composto la serie "Grande Formato": 140x100
cm che permettono una lettura distaccata a coloro che si nutrono di empatia e
una lettura più tecnica a coloro che prediligono il dettaglio.
L'opera di Rafael Navarro è un pilastro fondamentale del mio amore per
la fotografia da più di 25 anni. Conosco la parte del lavoro che ha esposto
e molte altre riflessioni, che una volta materializzate, ha tenuto per sé (
e a volte sogno che possano essere viste dal pubblico). I Diptici in Grande Formato
mi hanno restituito l'esercizio della maieutica (metodo di Socrate in base al
quale il dialogo del maestro con l'allievo permette a quest'ultimo di scoprire
le conoscenze che erano già insite in lui), non mi ricordavo infatti alcuni
aspetti che nella scala di valori anteriore erano già miei. Ringrazio
Rafael per avermi fatto vivere un'esperienza così affascinante.
Nella Cina antecedente all'ultima riforma linguistica la parola paesaggio era
composta dagli ideogrammi acqua e montagna; il carattere empatico di questa cultura
rendeva superflua un'ulteriore precisazione.
Credo che i Diptici di Rafael Navarro abbiano la loro radice in quel tipo di
architettura che tenta di fuggire dalle limitazioni. Ognuna delle opere lascia
libertà di interpretazione e ci rispecchia perché tendenze e fobie,
pienezza e vuoto sono sentimenti che ci possono modificare e che allo stesso
tempo ci rendono simili e che nella nostra preziosa individualità fanno
in modo che ogni interpretazione sia unica.
Ogni diptico racchiude le due premesse di un sillogismo di cui l'autore ha trovato
la soluzione e che propone perché il fruitore apporti la terza premessa
possibilmente fuori da canoni che reggono la logica, possibilmente più vicini
a quelli che reggono il "Koan", strumento comune ad altre filosofie,
altrettanto venerabili.
Attraverso i Dipitici si affrontano i temi di Eraclito e Parmenide, di Freud
e Lang, dei sentimenti che ispirarono Omero e Mao Tzé Tung, Baudelaire
e Van Morrison, composti dalla fermezza del maestro autodidatta, aperto e chiuso
a qualsiasi esperienza.
Dettati dagli stati d'animo e dallo sconforto, dall'euforia che è anche
tristezza, alla vigilia del giorno e della notte, cercati o incontrati durante
un viaggio o negli angoli dell'esperienza, i Diptici trasmettono inquietudine
o rilassano. Diptici austeri, alla cui storia appartiene un numero e che non
hanno titolo. Originati da un presentimento sorto dall'opera originaria, nella
quale nemmeno la simbologia era estranea, e che vengono esposti quando il loro
autore sperimenta nuove forme, altri modi di vedere le cose che nascono, sempre,
dalla sua propria esperienza.
Ciò che rimane di fronte a voi è il compito di decifrare, di risolvere
tutti gli enigmi che un'opera ci pone dal momento in cui viene completata e che
si è meritata di essere presente nelle migliori collezioni e nei musei
più importanti.
Angel Fuentes
dal 10 giugno al 5 settembre 2004
orario dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 19.30
domenica e
lunedì chiuso
inaugurazione giovedì 10 giugno
alle ore 19
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