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Biennale Internazionale
di Fotografia di Brescia 2004
Santa
Giulia Museo della Città
Via Musei 81/b - Brescia
Luis Gonzàlez
Palma
Antologica
a cura di Valerio Tazzetti e Ken Damy
60 pezzi originali di grande formato
Nato a Ciudad di Guatemala nel 1957. Architetto di formazione, si è interessato
alle arti plastiche dopo la laurea ed ha studiato storia dell'arte in Europa.
Nei suoi ritratti allegorici rappresenta miti e tradizioni dei Maya: bellezza,
dolore, grande dignità, solitudine e silenzio emergono dalle sue misteriose
icone. L'anima di un popolo condannato all'apartheid traspare dallo sguardo ipnotico
di questi ultimi discendenti Maya. L'autonomia di linguaggio, lo specifico uso
del simbolismo, una virtuosa capacità di manipolazione tecnica conferiscono
alle immagini una straordinaria forza espressiva ed hanno condotto l'artista
ad importanti riconoscimenti internazionali; ha esposto in numerose mostre personali
e collettive in Sudamerica, Stati Uniti ed Europa ed ultimamente alla Biennale
di Venezia. Sue opere figurano in importanti collezioni pubbliche e private.
Fra i musei che le ospitano il museo di Bellas Artes di Caracas e Buenos Aires,
L'Art Institute of Chicago, il Country Museum di Los Angeles, il Cleveland Center
for Contemporary Art, il Museum Fine Art di Houston, il Minneapolis Institute
of Art, il Center for Creative Photography di Tucson e, in Europa, la Maison
Europèenne de la Photographie di Parigi, il Musée de la Photographie
di Charleroi del Belgio. Ha partecipato inoltre alla Biennale di San Paolo, alla
Feria Internacional de Arte Contemporaneo (Arco) di Madrid, ai Rencontres Internationales
de la Photographie di Arles, alla Fotobienal di Vigo, al Fotofest di Houston,
alla International Art Fair di Basilea.
… Ma è la terra più del cielo a ispirare l'opera di Palma.
Il corpo più dell'anima. La storia più della leggenda. E se le
pennellate che accarezzano delicatamente i volti ricordano le sfumature dei dipinti
sacri del 600 coloniale, e i tessuti, il cotone bianco e marrone, che i Maya
indossavano prima della conquista, è al presente, allo strazio della cronaca,
senza altari né divinità, né riti propiziatori, che il lavoro
corre composto, disperato, quasi volesse spingere all'estremo la metamorfosi
delle figure, e smascherarne il dramma dietro le spade, i velluti rossi nelle
hall degli alberghi americani, gli aerei abbandonati, gli indios di cartapesta
tra i fiori di un giardino per turisti.
Le donne, più degli uomini, forse per naturale inclinazione ai cambiamenti,
alla morbidezza dei profili, nello slancio che asseconda i cicli degli astri,
segnano il ritmo di una storia che si ripete uguale all'orrore del massacro.
Dea della foresta Vergine, corpo che una luna di cartapesta lega a terra e non
più santifica in cielo, acrobata e regina del circo, moglie, madre, vedova
tra le lame di una forbice, e infine donna senza corona, né raggi di sole,
né ali, né fiori. Solo un volto e un profilo che guarda altri volti,
confusi tra le parole di una preghiera…
Laura
Leonelli dal catalogo "Il
silenzio dei Maya"
dall'11 giugno al 5 settembre
dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle 18 lunedì chiuso
inaugurazione
venerdì 11 giugno alle ore
17
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| El silencio de sus gestos |
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Comienza entonces a llover |
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Que ocurriera en la oscuridad |
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