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Biennale Internazionale
di Fotografia di Brescia 2006
Centro
culturale l’Arsenale
Vicolo Malinconia 2 Iseo Brescia tel. 030981011
Pervo Maischii
Antonella Monzoni
a cura di Gianni
Berengo Gardin
dall’11 giugno al 30 luglio 2006
orario da martedì a venerdì dalle ore 9,30 alle 12.30
sabato e domenica dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 16 alle 20
lunedì chiuso
inaugurazione
domenica 11 giugno alle ore 12
Un villaggio di nome
1 maggio
Ho visto per la prima volta le fotografie di ANTONELLA
MONZONI esposte in una personale ad Alberobello Fotografia
nel 2004.
Un reportage in bianco e nero realizzato in Etiopia.
Fui subito impressionato dalla forza di quelle immagini.
In seguito ho visto molti altri suoi lavori di reportage,
realizzati in Africa, India, Ucraina e Francia, tutti
di grande livello.
Conoscendola ho potuto apprezzarne il carattere e l’impegno,
la serietà, l’entusiasmo con cui si dedica
alla fotografia.
Quando mi ha mostrato questo reportage su un villaggio
a mille chilometri a Nord di Mosca. Lontano dal mondo
e abbandonato dalle istituzioni, sono rimasto colpito
da come è riuscita a raccontare questa realtà.
Io, che come è risaputo non amo particolarmente
la fotografia a colori, ho dovuto ricredermi, e ho
molto apprezzato l’utilizzo che ne ha fatto in
questo reportage.
Trovo che diversamente da tanti fotografi che sono
attratti solo dal “colore per il colore” trascurando
l’importanza del soggetto, Antonella sia riuscita
a fare delle fotografie che hanno una ossatura ed una
concezione da bianco e nero.
Il colore diventa un valore aggiunto alla forza della
fotografia
Gianni Berengo Gardin
PERVO MAISCKI
VILLAGGIO 1° MAGGIO
Vento gelido, fango e ghiaccio.
Il fango copre tutto, ricopre di silenzio una terra
in attesa del risveglio.
Sembra un deserto dell’anima.
I pochi abitanti dello sperduto villaggio 1° Maggio,
nella Russia del Nord, a 1000 kilometri da Mosca
sono piccole figure rassegnate in questo deserto
dove le strade quasi non ci sono e sembrano torrenti
di fango.
Sembra un paese ‘No Man’s Land’,
con una popolazione abbandonata a se stessa, in bilico
tra passività ed alcolismo, che quasi non
riesce a pronunciare la parola futuro. Tuttavia vi è una
fortissima dignità e non si odono lamenti.
La vodka scorre a fiumi tra gli abitanti, in ogni
incontro: costa poco, aiuta a socializzare, a scordare
le miserie, regala un’ipotesi di allegria.
Meglio ubriacarsi che vedere
antonella monzoni, 2005
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