Biennale Internazionale
di Fotografia di Brescia 2006
Università Cattolica Via
Trieste 17 Brescia
Immagini
nell’Università - Tre visioni al femminile
Paola di Bello, Armida Gandini,
Alessandra Spranzi
A cura del Laboratorio di organizzazione
di eventi artistici dello STARS
tenuto da Piero Cavellini
dal 9 giugno al 14 settembre 2006
orario da lunedì a venerdì dalle
ore 10 alle 18 continuato
chiuso dall’1 al 31 agosto
visite guidate, raduno presso l’atrio d’ingresso
martedì 13 Giugno: alle ore 11 e alle ore 16
mercoledì 21 Giugno: alle ore 11 e alle ore 16
giovedì 29 Giugno: alle ore 11 e alle ore 16
venerdì 7 Luglio: alle ore 11 e alle ore 16
inaugurazione venerdì 9 giugno
ore 16
La mostra "Immagini nell'universitù:
tre visioni al femminile" è il
frutto di un lavoro di gruppo
coordinatosi all'interno di un
laboratorio del corso STARS presso
la sede di Brescia dell'universitù Cattolica,
rivolto ad approfondire le tematiche
contemporanee che riguardano un
nuovo concetto di evento espositivo
che si dilata oltre la forma di
"luogo specifico per l'arte".
La riflessione, condotta nella
prima parte del
laboratorio, riguardo ad un atteggiamento
così diffuso e via via sempre
più articolato durante lo svolgersi
del secolo appena trascorso, è
servita come traccia agli studenti
per
dare forma ad un'esposizione in
cui il contenitore si manifesta
con il contenuto e le specificitù curatoriali
si adattano alla multifunzionalitù dell'evento.
Piero Cavellini
FRAMMENTI DI RELAZIONI EVENTUALI
La dimensione della vita univrersitaria e del
vivere in universitù, nel tempo dedicato alla
formazione e all'interscambio, è oggetto dell'interpretazione
proposta nei lavori di Armida Gandini, Paola
Di Bello, Alessandra Spranzi, che sono ospitati
negli ambienti dell'universitù, all'interno delle
manifestazioni in cui si articola l'iniziativa
dedicata alla fotografia "al femminile".
La scelta delle tre artiste è legata alla specificitù del loro lavoro
e ai rapporti intercorsi con lo stesso ambito universitario: Paola Di Bello
prima
e Alessandra Spranzi ora, hanno tenuto laboratori sulle tecniche fotografiche
presso i corsi dello STARS. Armida Gandini, giovane artista operante a Brescia,
si è distinta in questi anni per il suo lavoro, che propone interessanti riflessioni
sul rapporto con il vissuto infantile e giovanile, e si è dimostrata da subito
coinvolta nel progetto. La scelta da parte delle artiste - che si sono confrontate
direttamente con gli studenti del laboratorio che ha progettato e realizzato
l'esposizione - è stata invece quella di proporre opere inedite, che hanno
a che fare con le condizioni della crescita personale, del desiderio di conoscenza,
ma anche delle condizioni di incertezza e precarietù in cui si svolge quella
fase della vita in cui si progetta il futuro, scommettendo su se stessi. Tutte
e tre hanno pensato al vivere universitario con attenzione primaria agli studenti,
parte attiva della vita dell'universitù, in primo luogo in quanto destinatari
del sapere o attori dello stesso. Paola Di Bello espone per la prima volta
un frammento di un progetto da lei elaborato negli anni in cui ha insegnato
presso la scuola secondaria, fotografando gli allievi nel loro primo giorno
di scuola e nel giorno della maturitù, cogliendo quindi con immagini emblematiche
un processo intercorso e rivolto al futuro. Armida Gandini propone un video
e alcuni lavori recenti in cui in modo nuovo sovrappone, come suo uso, immagini
e forme che alludono allo scarto fra l'oggettivitù e l'interioritù, avendo
per oggetto figure di adolescenti nelle quali si proietta la memoria di una
condizione intatta, fondata sull'immaginazione e la creazione del futuro, ma
anche sulla leggerezza e quel senso di labilitù che si può ritrovare nelle
parole di Qohèlet.
Alessandra Spranzi propone un altro suo lavoro attuale, dove ha colto frammenti
di quei messaggi che, come "parole al vento", vengono dispersi nello spazio
pubblico degli ambienti universitari, comunicazioni che hanno la frammentarietù e
la fragilitù di molti contatti cercati e lasciati alla casualitù dell'incontro.
Le loro immagini sono immediate e reali, ma hanno tutte risvolti riflessivi,
di racconto e di pensiero. Effettivamente, gli elementi narrativi o di contenuto
appaiono espliciti, come accade in molta produzione artistica contemporanea,
in particolare quando si avvale del mezzo fotografico, che, a dispetto dei
problemi legati allo studio del mezzo e delle sue trasformazioni, giunge (o
ritorna) oggi spesso a mostrare esteriormente un grado di "innocenza" e "oggettivitù",
anche se per far affiorare altri caratteri del reale, che l'immagine immediata
porta in luce, anzichè celare.
Francesco Tedeschi
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