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Biennale Internazionale di Fotografia di Brescia 2006


Museo di Santa Giulia Via Musei 81 / b Brescia
Il mondo dell'arte
Elisabetta Catalano, Nanda Lanfranco
a cura di Massimo Minini

dal 9 giugno al 14 settembre 2006
orario dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle 18 - lunedì chiuso
inaugurazione venerdì 9 giugno 2006 ore 17

Nanda Lanfranco
La fotografia di Nanda Lanfranco ci introduce in un mondo pericoloso,
nel mondo dell’arte e degli artisti, di uomini che hanno sempre un potere strano
sulla materia: essi sono capaci dei sortilegi che gli antichi attribuivano agli dei.
Nanda Lanfranco è andata alla ricerca dei loro volti autentici, ognuno con il suo sorriso o le sue smorfie, con il suo sguardo aperto o chiuso, i suoi pensieri nascosti o svelati al piacere di tutti, i gesti stanchi, scettici o patriarcali. Sono gli artisti del nostro tempo, capaci di mentire o di dire la verità più audace, ma davanti all’apparecchio fotografico essi hanno sentito la sfida del tempo che spia gli uomini ed il loro destino. Nanda Lanfranco ha avuto molta pazienza, è andata a cercarli, li ha seguiti, li ha condotti nell’interno della sua macchina - luogo sempre magico - li ha ricomposti secondo i suoi sogni. Il suo sguardo doveva possedere una sfida segreta che molti di quegli artisti hanno indovinato o temuto o cercato di cancellare con noncuranza;
altri hanno preferito guardarla con occhi aperti, prendendo tutti i rischi
che sono presenti in tutte le immagini.
Janus

Elisabetta Catalano
Elisabetta Catalano fotografa da anni il mondo che passa da Roma, città abitata da personaggi straordinari che danno luce alla letteratura, alla politica, al cinema, all’architettura.
Roma ha sempre attratto ed ospitato grandi pittori e scultori, oggi artisti tout court, senza distinzione di generi. Chi tenta di catturare le sembianze viene a sua volta fatto prigioniero.
Non si capisce chi è il pittore e chi il modello.
Gli artisti si lasciano fotografare da Elisabetta docilmente, come gli altri mortali. Dai suoi scatti si avverte che subiscono il fascino di un obiettivo animato da intenzioni. Ma poi gli artisti si vendicano e nel successivo capovolgimento di fronte Catalano deve piegarsi ai loro imperativi e fissare in immagini le costruzioni, le performances, le ubbìe e i loro sogni. Il fotografo diventa così testimone della nascita dell’opera, è il braccio (il dito) che fa scoccare la scintilla,
ma non è mai un mero strumento.
Le immagini quindi sono più dalla parte dell’artista o del fotografo? Come sempre nei casi della vita molto dipende dai rapporti di forza: il più forte vince.
Qui lo scontro dà risultato pari, come un incontro.
Massimo Minini

   
     
Elisabetta Catalano   Elisabetta Catalano  
   
 
 
Nanda Lanfranco Nanda Lanfranco  
     


 
   
Biennale Internazionale di Fotografia di Brescia 2004
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