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Biennale Internazionale
di Fotografia di Brescia 2006
Paci
arte contemporanea
Via
C. Cattaneo 20/b Brescia tel 0302906352
Introspezione
Paola Pansini
a cura di Martina
Cavallarin e Gianpaolo Paci
dall’8 giugno al 14 settembre 2006
orario da martedì a venerdì dalle ore 10.30 alle 13 e dalle ore
16 alle 20
sabato dalle ore 10.30 alle 18
su appuntamento tel. 3487617028
chiusura estiva dal 13 al 27 agosto
inaugurazione
giovedì 8 giugno dalle ore 18 alle 21
La fotografia di Paola Pansini è una scrittura ricca di tecnica e di traduzioni
di frammenti di realtà. Il meta-codice del mezzo tecnologico, la macchina
fotografica, si snoda nel suo lavoro attraverso un accesso a più significati
e su più crescenti livelli: focalizzazione dell’immagine, costruzione
di un set scenografico attorno ad essa, elaborazione digitale, accesso ai risvolti
psicologici, formalizzazione dell’opera.
Pansini è un’artista che indaga l’animo umano ponendo l’occhio
dell’obiettivo in una posizione strabica che permette di svelare la realtà interiore
attraverso la visione dei linguaggi del corpo.
Il filone di Pansini è la Konstruierte Foto (tedesca), Staged Photography
(inglese), Photographie Fabriquée o Mise en Scène (francese). In
Italia non esiste un vero e proprio movimento per questa fotografia costruita, “defaillance” che
pone il lavoro di Pansini in una posizione “avanzata” rispetto al
panorama artistico italiano.
La giovane artista bresciana parte dalle angosce dilatate dell’incomunicabilità che
portano a riflessioni su depressione, anoressia e bulimia. Una fotografa al femminile
per un processo costituito da eventi in connessione reciproca. Processi aperti
fuori da ogni sostanzialismo e da ogni contemplazione. Un’apertura di tipo
osmotico con il mondo per cercare di capire noi stessi. Pansini non si limita
all’arte fotografica di rappresentare il visibile ma è coinvolta
in una visione e percezione più dialettica, una più profonda reciprocità che
fonde reale sensibile e percezione interiore.
Un gesto, intreccio di dita o urlo muto, divengono modo di trasmettere un disagio.
Un frigorifero vuoto, contenente una confezione di cibo che attraverso un’elaborazione
digitale accoglie un occhio che scruta, è ingigantimento in chiave antropomorfa
dell’oggetto del desiderio trasformato in ossessione. Video e fotografie
di Pansini partono sempre da una ricerca di ordine esistenziale per approdare
alla visione raccapricciante di una confezione di uova come insieme di bulbi
oculari che si dischiudono e scrutano, metafora riflessa del nostro sguardo.
La resa formale finale rientra anch’essa nella dinamica del lavoro di Pansini
che stampa su pvc o su tavole di plexiglass sovrapposte mescolando così l’ottica
fotografica con una sorta di meccanismo cinematografico in apparente movimento.
Indagine, domanda, angoscia, riflessione, introspezione e montaggio sono tematiche
costruite in divenire per un linguaggio contemporaneo di assoluta originalità.
La personale in Galleria e la partecipazione di Pansini alla Biennale, sarà il
completamento di un anno e mezzo di lavoro della Galleria sul percorso artistico
dell’artista, presentato inizialmente a Scope London 2005 e proseguito
poi a Scope New York 2006.
Catalogo in Galleria: “Paola Pansini” a cura di Martina Cavallarin,
ed. PaciArte.
Martina Cavallarin |
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