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Biennale Internazionale
di Fotografia di Brescia 2006
Museo
di Santa Giulia Via
Musei 81 / b Brescia
Perfume de
mujer - Fotografia messicana
Tina
Modotti, Lola Alvarez Bravo, Mariana Yampolsky,
Flor
Garduño, Daniela Rossell
a cura di Giuliana Scimé, assistente Eliseo
Barbàra
dal 9 giugno al 14 settembre 2006
orario dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle 18 - lunedì chiuso
inaugurazione venerdì 9 giugno 2006
ore 17
Perfume de mujer – Fotografia
in Messico
Le donne in Messico, sono le protagoniste
indiscusse della fotografia. Ed è una
donna, Tina Modotti, che segna
lo stile e l’attitudine al
vedere così caratteristici
e distintivi della fotografia messicana.
Per prima concilia la tradizione
documentaria con la creatività espressiva.
Italiana sì, ma formatesi
culturalmente nel vivido ambiente
dei pittori muralisti Diego Rivera,
Clemente Orozco e David Alfaro
Siquieros, leggende e verità,
esaltazioni ed imbarazzati silenzi
da sempre ne hanno avvolto la personalità.
Arte, sesso, trasgressione, politica…una
confusione che spesso ha compromesso,
con ambiguità, l’obiettiva
valutazione di un’artista.
Tina Modotti è stata un
sublime esempio di coscienza sociale
che, nel clima di fermenti artistico/politici
del Messico negli anni Venti e
Trenta, si è espressa nell’azione
e con la fotografia.
Alcune sue immagini sono famosissime,
ma la sua produzione è stata
molto ricca, e soltanto di recente
recuperata dall’oblio. Sia
pure nel breve periodo di qualche
anno, realizzò un patrimonio
di immagini di ritratti, vita quotidiana
e piccoli eventi, sempre risolte
con la maestria di un equilibrio
compositivo molto originale e con
la grazia disciplinata di chi usa
lo strumento fotografia per raccontare
davvero le minime storie dell’umanità.
La sua eredità è stata
raccolta da altre donne, Lola Alvarez
Bravo, Mariana Yampolsky e Flor
Garduño, che per versi diversi,
sono legate a Manuel Alvarez Bravo
e, sempre per versi diversi, rappresentano
la continuità di una tradizione
d’immagine che caratterizza
in maniera unica la fotografia
in Messico.
Lola e Mariana, sia pure con modalità personalissime,
esplorano le peculiari qualità della
gente e dell’ambiente, spesso
di surrealistico impatto così singolare
in Messico – André Breton
ne rimase affascinato e lo definì il
Paese più surrealista del
mondo.
Entrambe seppero svelare gli sfuggevoli
momenti di una vita in continua
evoluzione. Il loro non è mai
stato fotogiornalismo, anzi si
trovano agli antipodi, ma riflessione
e sapienza d’analisi, risolte
visualmente con la grandezza di
immagini fresche che non tradiranno
mai il passare del tempo ed i mutamenti
avvenuti.
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