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Biennale Internazionale
di Fotografia di Brescia 2006
Massimo
Minini Via Apollonio
68 Brescia tel. 030383034
Antologica
Francesca Woodmann a cura di Massimo Minini
dall’8 giugno al 14 settembre 2006
orario da lunedì a venerdì dalle ore 10.30 alle 19.30
sabato dalle ore 15.30 alle 19.30
chiusura estiva dall’1 al 31 agosto
inaugurazione giovedì 8 giugno dalle ore 18 alle 21
Non ho potuto conoscere Francesca
Woodman, eppure lei abitava qui
in Italia, a Roma, per pochi mesi,
tra 1977 e 1978.
Andavo a Roma spesso, avevo artisti,
amici, critici. Frequentavo il
mondo dell’arte che allora
mi sorprendeva, visto attraverso
gli occhi di colleghi che vivevano
nel mio stesso sistema, amici che
l’hanno conosciuta per un
breve tratto.
Ugo Ferranti, ad esempio, che l’ha
conosciuta e le ha dato una delle
prime mostre e Giuseppe Gallo,
Sabina Mirri, Giuseppe Casetti.
Ma so anche che se l’avessi
incontrata forse non avrei saputo
riconoscerla, come racconta Sloan
Rankin dell’incontro con
Holly Solomon. Aneddoto carino.
Incontriamo, noi galleristi (allora
ero un gallerista rampante…),
molti giovani che ci propongono
di guardare le loro opere. Di solito
le osserviamo distrattamente, anche
con un po’ di sufficienza.
Un artista che cerca di farsi notare
viene abitualmente guardato con
sospetto.
La domanda che fa il (giovane)
artista è : “ma allora
come possiamo fare?” Domanda
quasi senza riposta.
Ho invece incontrato il suo lavoro
quando già lei era partita
da questo mondo, come uno dei suoi
fantasmi, dopo il 1981. A Modena,
in una delle tante e belle mostre
sulla fotografia che quella città ha
prodotto, un giorno vedo alcune
foto di un’artista sconosciuta
(a me, allora) ma così ficcanti
ed
ambigue, intriganti e piccole,
contro la tendenza al gigantismo
che fa prezzo ed arredamento.
Fantasmi popolano le sue immagini,
visioni ambigue, con una sottile
atmosfera di paura, di attesa.
Sembra che stia per succedere qualcosa
di pericoloso o che il pericolo
sia da poco passato ed ancora ve
ne siano tracce.
Morire a ventitre anni è desolante,
un’amica che se ne va così presto.
Qualcuno che avremmo potuto amare
ed apprezzare, come persona e come
artista. Francesca che ci colpisce
con le sue evocazioni, paure, apparizioni.
Con le foto tagliate, strappate,
graffiate, con il suo bel seno
d’angelo, caduta a terra
su un marciapiede con fiori secchi
accanto.
E con quelle mani così presenti
ad evocare gesti e pensieri che
si intravedono
nel delicato bianco e nero delle
sue fotografie…
Massimo Minini, Brescia maggio
06
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