giacomelli&migliori

da collezioni private

 

dopo la grande antologica del 2002, il museo ken damy ripropone fotografie di nino migliori, artista che nel suo operare ha sempre amato la sperimentazione.

 

dal catalogo “nino migliori tesi off camera” ken damy, edizioni del museo:

la fotografia di nino migliori, dal 1948, svolge uno dei percorsi più diramati e interessanti della cultura d’immagine europea.

gli inizi appaiono divisi tra fotografia neorealista con una particolare idea di racconto in sequenza, e una sperimentazione sui materiali del tutto originale e inedita.

dopo la parentesi neorealista ed informale, dalla fine degli sessanta, il suo lavoro assume valenze concettuali ed è questa la direzione che negli anni successivi tende a prevalere.

migliori si trova ad essere con veronesi, grignani, munari e pochissimi altri, uno dei pochi operatori che nel nostro paese prosegue la ricerca delle avanguardie.

a undici anni dalla sua scomparsa, ci sentiamo obbligati a ripercorrere l’opera di mario giacomelli,  maestro della fotografia italiana.

il pregio del suo lavoro è stato quello di giungere ad una fotografia astratta in un periodo dominato dal realismo, superando così il dibattito allora vigente nella fotografia italiana tra formalisti e neoralisti.

le sue immagini, di cui cura personalmente la stampa fino a farne emergere il grafismo, sono caraterizzate da un bianco e nero molto contrastato, dove i neri sono spinti e la grana molto evidente.

le sue foto rappresentano un mondo ugualmente diviso tra amore e sofferenza e la realtà in esse rappresentata viene trasfigurata in idee e sensazioni sia che si tratti di paesaggi che di lavori a sfondo sociale.

 

 


luigi veronesi



heinz hajek halke


presso

ken damy

dal giovedì al sabato, dalle ore 15,30 alle 19,30

inaugurazione sabato 15 gennaio ore 19,00

fino al 12 febbraio 2011

 




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