inaugurazione della mostra di v
edova e santomaso nella casa di cavellini nel 1946.
da sinistra: ragni, valsecchi, vedova, gac, marchiori e santomaso.


spremere il succo da un archivio, ossia le immagini, con tutto il sedimento storico che si portano addosso, sdrucite ed ingiallite cos come sono, gi di per s entrare nello stato della memoria dalla via pi breve ed epidermica, quella dei volti, dei personaggi e dei luoghi nella vera sostanza degli anni che rappresentano. i vestiti per esempio, li si potrebbe codificare attraverso l'indice, lo status; le automobili poi, con le loro datate cromature, rivelano lo scorrere del tempo come un paragrafo del mutamento, la moda. Se poi si tratta di personaggi divenuti famosi, e luoghi dove sono avvenuti incontri importanti, storici si direbbe, ne salta fuori non solo lo spaccato di un'epoca ma un vero racconto epico di cui le immagini non sono pi solo un documento ma le tessere di un intarsio che riproduce la storia di una generazione, nel nostro specifico quella della giovane pittura europea degli anni cinquanta vista con tutte le malizie ed i vezzi della sua autopresentazione. il "gruppo degli otto" soprattutto, che si present quasi al completo (mancava solo turcato) all'inaugurazione della casa-galleria di cavellini nel '52, come si corre a far festa presso l'artefice pi concreto della solidit della loro unione, colui che ha riunito fisicamente i loro quadri pi belli, perch non c'era allora altro modo per costruire una vetrina se non usare dell'avventurosa preveggenza di chi in fin dei conti era come uno di loro, un pittore in toto. si parte con immagini del 1946, che documentano un avvenimento proiettato nei cinquanta come un vero e proprio antefatto: vedova e santomaso espongono per la prima volta, ed insieme, nella casa di cavellini, il primo evento solidale. le immagini sono poche e sbiadite, non c' il dispiegamento di mezzi ed il reportage professionale di giancolombo messi in campo nella inaugurazione del '52. con gli "otto" c' la presenza costante di marchiori che ne fu il critico unificatore, e la cerimoniosa pantomima di un mondo a cot sia provinciale che di settore con l'intrusione di un elemento esotico proveniente dallo spettacolo, le gioiose e grassocce peter's sisters. la vetrina si apre poi con lo spiare sommesso negli studi degli artisti, colti in laboriosa attitudine, avvolti nel chiaroscuro di un'immagine discreta ed esaltante assieme. quindi la passerella di visite importanti. la collezione cresciuta e conosciuta oramai in tutta europa cos che il carnet della ricognizione doverosa s'ingrossa, vedete i poeti soprattutto ed i direttori dei musei di tutta europa, infine i pittori in visita riconoscente. cavellini ha anche nel frattempo scritto un libro, "arte astratta", e non si va via a mani vuote. concludiamo con una piccola apoteosi: l'inaugurazione della mostra "pittori moderni dalla collezione cavellini", alla galleria nazionale d'arte moderna di roma, a valle giulia, nel 1957, con la bella bucarelli a fare da chaperon in un pullulare di onorevoli, ministri e sottosegretari. i giochi sono fatti, cavellini pu tranquillamente tornare a fare l'artista.
piero cavellini

come tutti gli anni, il museo ken damy, ad inizio stagione commemora l'artista guglielmo achille cavellini con una mostra omaggio. quest'anno la scelta caduta sull'album di fotografie che vedono cavellini, in alcuni casi, autore delle immagini ed in altre protagonista assieme a famosi artisti e personaggi della cultura di quegli anni. vengono esposte oltre 100 immagini rigorosamente vintage. una mostra di sicuro interesse storico.
(ken damy)


per informazioni info@museokendamy.com



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