a seno nudo
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a cura di ken damy


Sarah Saudek

150 piccoli e grandi capolavori a ripercorrere la storia della fotografia, in uno dei suoi temi più frequentati dal 1915 ai nostri giorni. Più che di una mostra collettiva si tratta di una mostra storica con opere di Edward Curtis, F. Drtikol, Mapplethorpe fino a Bettina Rheims, Jan Saudek, Lucien Clergue, Jeff Dunas che del seno nudo ne hanno fatto una cifra anche stilistica. Tratte da collezioni private, le opere, quasi tutte vintage, sono di autori che il museo ha seguito in questi lunghi anni di attività.La mostra è introdotta da una piccola collezione di autori anonimi, per lo più francesi, di inizio 900.

Ci si sorprende che ancora oggi nelle Accademie di Belle Arti si svolgano le lezioni di disegno di nudo dal vero.  Si direbbe una consuetudine parruccona e stantia che la scuola italiana, così refrattaria all’adeguarsi con la società in evoluzione, voglia mantenere, al di là del ridicolo. Dopo le esperienze delle correnti rivoluzionarie del primo Novecento, dopo la negazione figurativa con la pittura spaziale e Lucio Fontana, l’action painting e Basquiat  è da credere che dei giovani aspiranti artisti vogliano rappresentare il corpo come i loro antenati Il corpo è il terreno dell’abilità manuale e visiva. Racchiude tutte le forme geometriche e nel complesso delle relazioni armoniche. Si potrebbe anche credere che usando un altro mezzo espressivo, la macchina fotografica addirittura meccanico, il corpo non presenti alcun problema di raffigurazione e, invece, comesi deve essere abili con la mano altrettanto impegna il fotografo. Forse ancora più, se con il disegno, la pittura e la scultura la creatività dell’artista può violarele regole dell’estetica comune, creando immagini di forte impatto - e la storia dell’arte moderna e contemporanea è talmente ricca di “violenze” da poter scrivere un’intera enciclopedia - alla fotografia è negata tale libertà. Un corpo distorto - soltanto Kertèsz ha osato tanto e ha avuto i suoi problemi per essere accettato - diviene laido. L’in-naturalezza in fotografia disturba e offende. Al fotografo è richiesta la perfezione, l’esaltazione della bellezza e non è impresa semplice riuscire a realizzare nudi che non riecheggino in modo fastidioso l’iconografia della tradizione. Non facile riuscire a “dire” qualcosa di nuovo e di diverso senza scivolare nelle ripetizioni, idealizzate o volgari, nel classicismo fuori moda o nella provocazione.

da un testo di Giuliana Scimè scritto per kd nel 2004

Ho voluto usare la lucida introduzione che Giuliana ha scritto 11 anni fa per una mia mostra personale per la sua ancora attuale modernità. Il titolo scelto “a seno nudo” in italiano suona più forte dell’inglese ma, d’altra parte, con questa mostra, che riprende altre vecchie esperienze, volevo essere chiaro e non frainteso. Alcune splendidi lavori esposti sono tratti da precedenti mostre sul corpo “elogio della bellezza” ad esempio, altri da “il bel gesto” accostati nella messa in esposizione in forma diversa, privilegiandone l’aspetto contenutistico ed estetico. Mi si potrebbe obiettare che un seno nudo femminile ovviamente, presenti pochi contenuti, vista l’evidenza del soggetto. Così non è, così non è mai stato. L’idea mi è scattata alla lettura di un articolo che segnalava l’allontanamento di una donna mentre allattava in un museo inglese. Notizia stupefacente per la stupidità di una norma tanto volgare, in un museo per giunta dove i nudi dipinti abbondano. Da li la ricerca è iniziata, prima nella mia memoria visiva a cui mi affido spesse volte, poi con poche e precise telefonate tutto si è rivelato facile. Non il nudo totale ma immagini in cui il soggetto principale è il seno, scelto con cura dal fotografo. Il seno come fonte di vita e come desiderio, il seno esposto con malizia o con timidezza ma esposto di fronte ad un fotografo che non ne nasconde l’utilizzo espositivo. Molti autori sono stati letteralmente perseguitati in questa lunga storia della fotografia per le loro immagini di nudo non glamour, che non è pornografia ma ricerca pura. Ho selezionato quindi immagini importanti, piccoli e grandi capolavori certamente ma non solo messi a confronto tra loro, cercando di suggerirne una nuova lettura. Spero piacevole.

Ken Damy

spazio contemporanea   

corsetto sant'agata 22 loggia delle mercanzie piano terra brescia italy 

inaugurazione giovedì 24 settembre ore 19

la mostra resterà aperta dal giovedì al sabato dalle 15.30 alle 19.30

fino al 21 novembre 2015



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