laura pedizzi
la soglia
(o l'attimo precedente)
a cura di ken damy



tra il camerino e il teatro da camera
una tecnica mista su tavola di laura pedizzi – una giovane figura femminile in presa frontale, chinata per allacciarsi una scarpa, sullo sfondo d’una stanza senz’altri dettagli - ha vinto un mese fa il premio nazionale arte (sezione pittura) dell’omonima rivista della cairo editore. 
l’artista trentenne, attiva nel mondo della comunicazione e attenta alle tecniche grafiche e all’illustrazione editoriale, sonda la misura di solitudine, smarrimento o indeterminatezza tra le figure e lo spazio, inteso proprio come spazio dell’esistenza, nel tran tran quotidiano. 
sono giovani donne, tra ritratto e autoritratto, anche se perdono ogni connotato biografico per farsi anonime, impersonali sagome iconiche, che nascono da scatti fotografici o da schizzi di gesti minimi. 
né estasi né angoscia domestica, niente teatro dell’alienazione e dell’assurdo da aspettando godot, né stanze postfreudiane: c’è l’immagine schiacciata sulla superficie che mira alla immediata sintesi espressiva, nell’appiglio a una consolidata cultura visiva contemporanea – a partire da esiti del pop angloamericano, con gli immancabili riferimenti allo sguardo fumettistico e cinematografico, fino alla concisione della segnaletica pubblicitaria - che sdrammatizza la ricerca d’identità e prescinde da ogni componente illusiva e narrativa.
nella ricerca artistica da tempo c’è una rinnovata centralità del corpo, ma di un corpo stilizzato, che non riesce a comunicare un rapporto diretto, fisico e sensuale, con la realtà, come se l’aria non gli girasse più intorno. 
’attimo quotidiano teatralizzato, ma fuori da ogni copione, come d’un atteggiarsi in camerino prima d’affrontare il palcoscenico. 
non è un caso se l’autrice sceglie per presentare i suoi lavori il titolo “la soglia” e ne offre già la chiave nell’inciso che aggiunge tra parentesi (“l’attimo precedente”). 
subito si vorrebbe chiosare: “l’attimo precedente il risveglio alla vita, oltre quella porta”. e mettere a postilla: “figure di meditazione spaziale”. la soglia è delineata da semplici linee geometriche, talora solo allusa nello spazio bianco, ma è evidente la partitura sospesa, l’impalcatura mentale che dà evidenza all’immagine senza azione, il colore che conserva il tono contegnoso che è proprio del disegno, l’istinto compositivo di drastica semplificazione.
fausto lorenzi

visual art
corsetto sant'agata 22 brescia italy
loggia delle mercanzie piano terra

dal 3 dicembre 2016 al 28 gennaio 2017
dal giovedì al sabato dalle ore 15.30 alle ore 19.30
vernissage sabato 3 dicembre ore 18
info@museokendamy.com



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