"15 luglio 1933, ore quattro pomeridiane. nelle sale interne del caff -pasticceria "excelsior" di santa marta in magdalena si inaugura una mostra di caricature: volti abnormi su corpi esili, efficaci silhouettes sinuose che suggeriscono movimenti e balzi di corpi scattanti. i volti sono resi eloquenti dalla posa di tre quarti che permette di tracciare sia il profilo che lo sguardo. l'attenzione portata su pochi elementi: naso, mento, incavo orbitale, taglio della mascella, come vuole la tradizione del disegno caricaturale. si intuisce il talento e la capacit di leggere i tratti peculiari di una fisionomia. Le caricature suscitano interesse, i commenti sono positivi, molti e calorosi gli incoraggiamenti al giovane artista. leo matiz, diciottenne "impertinente y oenciclopedico" secondo le parole di un giornalista de el estado, le orecchie a sventola e il sorriso smagliante, l'occhio "gitano" che si attarda sulle forme femminili, sembra ascoltare. ma la testa e il desiderio sono altrove, gi a bogot forse, a disegnare, a fare progetti, a inventarsi una vita ogni giorno diversa. comincia qui una lunga vicenda che porter leo matiz a vivere una vita nomade e avventurosa, dapprima nei paesi dell'america latina e pi tardi nel mondo...."
(testo di silvana turzio da catalogo leo matiz, l'occhio divino, edizione de luca)


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