Gibigiana un gioco di luce riflessa su uno specchio e sulla luce La Fosca
ha fondato gran parte del suo lavoro come nelle opere che da questa apparivano
per una sorta di magia, scrivendo con sottigliezza stratificata
una delle poche vere pagine nuove dell Arte degli anna Ottanta.
E la riflessione un dono dell animo oltre che della mente,
sta nell apparire e nel disparire, come i desideri, le passioni.
Quindi ora La Fosca si fa Gibigiana lui stesso, focoso interprete del mondo
e delle sue storture, come se ne volesse rilanciare l abbaglio oltre i deboli artifici
del nostro spettacolo quotidiano, oltre i confini omologati degli occhi persi alla verit , alla luce appunto.
C semplificazione ed iterazione in questo lavoro, naturale ed artificiale al tempo stesso, un poco
come accadeva nell Universo Pop che tentava di incorniciare l icona spaurita
del processo massmediale, altrettanto distorto allora, facendo del realismo .
Ora, in queste opere, realismo pi crudo di cos credo non ne esista, solo che i tempi sono cambiati ,
al di l del moderno non si possono che riflettere i mutamenti estranei ad un semplice sguardo,
c una sorta di biologia-sociale nel mezzo, corroborata da DNA collettivi ed efferate mutazioni.
E inutile che i bollettini quotidiani dei nostri riti comunicativi si ostinino ad usare parole ed immagini
di un vocabolario scomparso ancora ai tempi dell Enciclopedia di Ukbar
che per prima us le parole riflesse come se fossero di una razza a parte.
Lo sottolinea anche La Fosca usando come incipit al suo lavoro
Il sentiero dei giardini che si biforcano in cui Borges
primariamente segue le tracce di questo trapasso.
Ora si pu fare di pi , una razza nuova pu tornare ad essere pubblica .
Basta alzare una mano, calzare lo specchio del tempo, che per molto tempo era stato dimenticato
in un angolo, e rilanciare oltre il confine dello sguardo quella che non certamente pi la periferia
del mondo ma la nuova tensione metropolitana globale di cui il nostro autore tenta utopicamene
un detournement riflessivo con cui ci ha sorpreso attraverso un abbaglio.
Piero Cavellini


la mostra rimarr aperta fino al 26 maggio 2005
dal marted alla domenica dalle 15,30 alle 19,30 luned chiuso
ingresso libero


per informazioni per informazioni contattare la segreteria del museo
tel. 0303750295 agli stessi orari sopra indicati, oppure scrivere a:
info@museokendamy.com

 





















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