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una vecchia conoscenza di arles con alle spalle
il grande interesse che tutti glia hanno
dimostrato. tra gli innumerevoli portfolios che
invadevano il cortile del mitico hotel d'arlatan,
le immagini di william ropp vivevano di luce
propria, circondate dai soliti fotografi curiosi
che frequentano gli incontri in terra francese per
vedere "dove tira il vento" delle nuove proposte.
arles, in questo, vale più di una serie di
conferenze. nella scorsa edizione si é fatta
largo la scuola delle "deformazioni prospettiche"
in alcuni casi e "cubiste" in altri. ropp é
un maestro in questo genere. il suo pregio migliore
é quello di non esagerare, pur mantenendo
molta forza e drammaticità. deformando le
immagini si corre inevitabilmente il rischio di
strafare alla ricerca dell'effetto strabiliante e,
a lungo andare, di saturare la curiosità dei
fruitori. william mantiene la calma, mescolando
immagini normali ad altre che meritano e
giustificano di più la deformazione visiva.
il risultato é decisamente interessante, non
gratuito e di grande eleganza formale. le stampe
sono curatissime, in un ottimo bianco e nero con
viraggi parziali che le rendono preziose ed uniche,
"pittoriche", mi sia permesso una volta
tanto.d'altra parte la ricerca di questo artista
risente chiaramente di influssi pittorici,
estraniata come é dal realismo fotografico,
senza però perdere i propri connotati,
perché a dispetto di tutto e di tutti queste
restano "immagini fotografiche" chiaramente
comprensibili.
(ken damy)
le fotografie in esposizione
sono in vendita. per informazioni
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